Nel XIX secolo, il fenomeno della raccolta e relativa esposizione di oggetti bizzarri e nature morte era già molto diffuso nelle fiere.
Nel XIX secolo cominciavano ad apparire nelle fiere i laboratori di anatomia o di varia curiosità. Con oggetti alquanto insoliti: ci si poteva trovare faccia a faccia con coccodrilli imbalsamati, lance di Pigmei, resti ed oggetti di criminali famosi, animali conservati sotto formalina. Attrazioni che potevano definirsi pseudoscientifiche. Il XIX secolo voleva catalogare a tutti i costi e questo portò a grandi raccolte e collezioni in musei e biblioteche. Nei Paesi Bassi il laboratorio Vrolik e il laboratorio Koning erano due tipici esempi di laboratori di varia curiosità. Il laboratorio Koning era una collezione di statue di cera, una specie di Madame Tussaud dell’epoca. Le collezioni di questo tipo si moltiplicarono nel XIX secolo. Le fiere restavano il luogo popolare ove poter assistere a questa forma di divertimento, che realizzava con delle nature morte scene d’attualità dell’epoca. Particolarmente apprezzate, come soggetti, le cerimonie d’incoronazione.
Questa “Sirena” fu esibita alla fiera di Bartholomew nel 1830. Strane creature venivano spesso esibite nelle fiere. Il pubblico non finiva mai di essere affascinato dall’inesplicabile. Ciò che era più bizzarro maggiormente attraeva. A volte gli oggetti esposti al pubblico erano veramente misteriosi, a volte invece costituivano semplicemente un inganno.
Il Museo di statue di cera e il Bioscopio di Mander, ritratti qui intorno al 1900, uniscono figure statiche e viventi.
Le esposizioni di statue di cera non si limitavano alle famose mostre come Tussauds. Le più piccole esposizioni mobili erano molto popolari nelle fiere. Le cere riproducevano sovrani, politici, criminali malfamati e le grandi figure della storia. Le cere inoltre hanno condotto allo sviluppo dei manichini dei negozi. Dalla fine del diciannovesimo secolo aumentò l’interesse per il cinematografo o precinema. Gli artisti più pragmatici si rivolsero a questa nuova forma di esibizione, combinandola con le vecchie forme di spettacolo. Le cere erano particolarmente adatte a questa combinazione.
In Germania Chemise sfruttò un museo anatomico e una galleria d’arte.
Poster litografico a colori che pubblicizza il Grosstes anatomisches Museum und Kunstausstellung (Grande museo anatomico e galleria d’arte) di Chemise. Nessuna data; 1890 circa, Germania.
Servivano nervi d’acciaio per “Il più grande spettacolo di patologia e anatomia” dei Paesi Bassi.
Museo delle Cere, gestito da Evio Serravalli di Bergantino negli anni '70 del Novecento. I soggetti provenivano dall' omonimo Museo del Vaticano.