Nelle fiere si sono sempre cercate nuove idee. Spesso è la tecnologia a trasformare in realtà le idee e il design a curarne l’estetica.
Dal 1950 l’evoluzione dei materiali ha consentito di costruire attrazioni più variate e più complesse. Verso il 1980 comincia ad imporsi l’elettronica moderna. È da allora che nelle fiere il funzionamento di attrazioni e divertimenti si è sempre più informatizzato. Alla fine del XX secolo, la cultura visiva continua a influire enormemente sulle scenografie fieristiche. Addirittura palese l’influenza del cinema contemporaneo, dei personaggi della televisione, della musica pop e dei cartoni animati. Le fiere hanno sempre rispecchiato arte e musica popolari. Uno scambio ricco che prosegue anche ai nostri giorni, confermato, ad esempio, dall’arrivo nelle fiere del bungee jumping. Nella Seconda Guerra Mondiale andò distrutta la maggior parte delle giostre tedesche e olandesi. Così, dopo la guerra, Germania e Paesi Bassi diventarono centri per eccellenza di ricostruzione di queste attrazioni. Fra le aziende più note ricordiamo Huss (Germania), VEKOMA e KMG (Paesi Bassi). Le giostre d’oggi possono costare anche più di un milione di euro. Sono fabbricate da ditte come Far Fabbri (in Italia, a Bergantino) e Super Rides International (Regno Unito). Fra le attrazioni e i divertimenti moderni ricordiamo Boosters, Move It, Superstar, Tango e Top Scans.