Qualche volta era l’evento più insolito a creare un pretesto per festeggiare.
Nascevano anche fiere spontanee. Le frost-fair, ad esempio, venivano organizzate in inverno, quando canali, fossati, porti e fiumi si coprivano di una spessa lastra di ghiaccio. Si pensa subito alla città di Londra, ma queste 'feste del ghiaccio' venivano organizzate anche ad Amsterdam, Anversa (dove nel 1565 e nel 1670 si tenevano fiere sulla Schelda ghiacciata), Amburgo, Parigi e Rotterdam.
Questa fiera sul Tamigi era una delle più grandi mai viste prima.
Il gelo durò dall’inizio di dicembre 1683 fino al 5 marzo 1684; durò così a lungo che un villaggio completo si sviluppò sul ghiaccio. Anche uno stampatore impiantò locali completi con il torchio tipografico sul ghiaccio. La moda di quell’anno era farsi stampare il proprio nome su un foglio di ”quarto di carta olandese” come attestazione che era stato stampato sul fiume Tamigi. Anche il Re d’Inghilterra Charles II, Mary D’Este, sorella del duca di Modena, la regina Anna e il principe George di Danimarca ebbero i loro nomi immortalati in quel modo.
A questa fiera sul Tamigi del 1814 vennero installate le giostre e cucinate pecore, e la loro carne fu venduta come montone della Lapponia !
Frost Fair (“Fiera sul ghiaccio”) sul Tamigi a Londra, 1814. Dalla famosa opera di William Andrews Famous Frosts and Frost Fairs (pubblicato a Londra nel 1887).
Fiera invernale sul fiume Maas ghiacciato nei Paesi Bassi. Incisione su legno del XIX secolo.