Alla fiera era possibile trovare rimedi per qualsiasi tipo di problema, dalla tosse alle pene d’amore.
Le fiere, teatro di attività quotidiane, rappresentavano anche l’occasione di offrire servizi insoliti. Indubbiamente, nel Medioevo, la ricerca della cura miracolosa era più febbrile. Medici imbroglioni, conosciuti anche come ciarlatani, proponevano rimedi contro tutti i mali conosciuti. Dentisti e chirurghi itineranti dispensavano cure più concrete. E quelli che volevano sapere cosa riservava loro la fortuna, spendevano fortune alle fiere medievali.
Questo elegante ciarlatano, che indossa un’uniforme assai stravagante, sa come affascinare il proprio pubblico.
Sembra che la parola ciarlatano derivi dal nome della città italiana Cerretano, dove vivevano molti artisti itineranti e dalla parola ciarlare (chiacchierare). Fino al XVII secolo il ciarlatano vendeva medicine e unguenti, estraeva denti e si esibiva in giochi di prestigio nei mercati e nelle fiere. Furono in auge nel XVIII secolo. Alcuni ebbero grande successo; la triaca e l’orviétan erano medicinali molto diffusi. L’orviétan è stato inventato nel 1643 da un medico ciarlatano, il nome ricorda la città natale dell’inventore, Orvieto. Il medico ciarlatano ottenne una licenza ufficiale per la vendita di questo preparato. Per secoli gente di ogni dove andava a Parigi a comprare questo medicinale miracoloso. I ciarlatani e medici di fiera raramente viaggiavano da soli. Assoldavano ammaestratori, clown e musicisti. Attraevano le folle con i loro discorsi accattivanti. Fra la folla, i loro complici fingevano di guarire miracolosamente. Fra i più famosi medici ciarlatani ricordiamo John Case in Inghilterra, Tabarin e Mondor in Francia, Eisenbart e Theophastrus von Hohenheim in Germania e Beppo Balsamo in Italia.