Mamma mia… c’è mancato un pelo! Una frustata al mulo e il carro si allontanò alla chetichella dalla cittadina. Aveva installato sei parafulmini sui tetti di alcune belle case. Lo avevano pagato in denaro sonante. Ma poi si erano diffuse delle voci, secondo cui quegli aggeggi erano inutili, forse sacrileghi, se non addirittura opera del Diavolo. Gli abitanti della cittadina non lo misero al rogo attaccato a un palo come avevano fatto circa 150 anni prima al collega con la “pecora che contava”. Ma il sindaco l’aveva trattato da ciarlatano e impostore, aveva ordinato di metterlo in prigione, di confiscargli i beni e distruggere tutte le sue cose.
Per fortuna che c’era il vecchio e famoso professore di Gottinga, che soggiornava al Leone Dorato. Aveva la parlantina sciolta e si precipitò in suo aiuto. Impressionò gli abitanti raccontando loro di come le fattorie sperdute nella campagna potevano ritrovarsi incenerite, senza un parafulmine. Lo definì addirittura “commerciante scienziato”, “soldato del progresso” e “tecnologo illuminato per eccellenza”. Dopo tutte queste parole il nostro eroe itinerante ricevette moltissime richieste. Preferì comunque cambiare aria. Forse sì, era meglio eliminare il numero con i fantasmi e i fulmini elettrici che apparivano bruscamente… dal nulla. Almeno per qualche settimana. Ottimista, proseguì il suo cammino, con le idee dell’Illuminismo nel cuore e sulle spalle.